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CREATIVA

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Ancora una volta, Rignano sull’Arno per tre giorni - il 29, 30, 31 maggio – si immerge nel flusso delle espressioni del contemporaneo e si trasforma da tranquillo paese della provincia di Firenze a centro nevralgico di sperimentazione delle pulsioni creative più innovative del pianeta.

Oltre cinquanta artisti ed operatori nel campo della poesia, della poesia visiva, della performance, della mail-art, della musica, delle arti visive e digitali provenienti dall’Europa e da ogni parte d’Italia, si incontreranno a Rignano insieme al pubblico “per dare vita  -come recita il titolo di questa decima edizione- ad uno spazio di cui noi e loro siamo i creatori”.

 

L’incontro per l’autoproduzione artistica e culturale prosegue la sua attività grazie al sostegno del Comune di Rignano e all’impegno dell’associazione “Oltre i limiti”.

Creativa è una manifestazione artistica totalmente anarchica; infatti c’è un comitato organizzativo ma non un critico d’arte. La partecipazione è totalmente libera e svincolata da giudizi o commenti di un “adetto ai lavori”. Questo, secondo uno degli ideatori di Creativa, Franco Piri Focardi, è un grosso vantaggio perché “gli artisti si devono anzitutto divertire e creare liberamente nella libertà, perché solo così , senza competizioni, la creatività si manifesta pienamente”.

29.30.31 Maggio 2009

 

una immersione totale

nei linguaggi delle arti contemporanee

in compagnia degli artisti

per dar vita ad uno spazio 

di cui noi e loro siamo i creatori

 

a Rignano sull’Arno - Firenze - Italy

 

Saranno presenti all’incontro gii artisti: Bruno Capatti - Lidia Pizzo - Vittore Baroni - Francesco Mandrino - Patrizia Baraldini -  Gianluca Umiliacchi - I Santini Del Prete - Alfonso Caccavale - Fulgor C. Silvi - Carla Bertola - Alberto Vitacchio - Daniel Daligand - Valcarenghi Majid - Monica Sarsini - Ana Milovanovic - Bruno Casini – Ettore Le Donne - Gianni Broi - Piero Viti - Eugenia Serafini - Gianni Donaudi - Leonello Rabatti - Tito Truglia - Maurizio Vitiello - Maria Grazia Galatà - Pierpaolo Limongelli - Yzu - Paolo Ragni - Bruno Cassaglia - Luciano Laschi - Aldo Cerasuolo - Gian Paolo Lucato - Gino Cilio - Menotti Galeotti - Massimo Perseghin - Ivan Cozzi - Linda Pelati - Yuko Inagawa - Edvino Ugolini - Paolo G. Conti - Ezio Bianchi – Ernesto Demartino - Alfredo Allegri - Claudio Fusai - Irene Fusai - Giampaolo Salvatori - Franco Piri Focardi - Cortez Casanova Wilmer - Roberto Bargilli - Fabio e Lella - Gilberto Gavioli - Marco Paladini -  Massimiliano Chiamenti - Stefano Palladini e Nazario Gàrgano - Enrico Marià - Fabrizio Venerandi - Donald Datti - Luca Vaglio - Andrea Viti

 

Saranno presenti alla Mostra le seguenti editrici: Re Nudo - Offerta Speciale - Editrice Zona  - Artecom - SoleOmbra Edizioni - Edizioni Foglio Clandestino - Troglodita Tribe S.p.A.f. - Libera e Senza Impegni - Oltre i Limiti - MultiMediArte - Farepoesia  - Near the Edge/AAA

e le Associazioni:

Emergency - La Formica onlus

Programma

 

Venerdì 29   Piazza dei Martiri                                                    

          - ore 19.00 

Allestimento della mostra di Arte Postale “Quale futuro?”

          - ore 20.00 

Cen’Arte. A cena con gli artisti fra musica, letture, performance e proiezione di video d’artista. in piazza presso la Casa del Popolo di Rignano


Sabato 30   Plesso scolastico                                                       

          - ore 10.35
Incontro tra gli artisti e gli studenti della Scuola Media “Giovanni Papini”

- ore 15.00 nel nuovo centro Aquilone nel plesso scolastico
Incontro e presentazioni
Inizio delle performance, letture poetiche ed esibizioni varie

La mostra delle autoproduzioni; Riviste; Libretti; Libri d’artista Fanzine; Video; CD…

 

         - ore 20.00
Cena per gli artisti

- ore 21.00
La Promenade degli artisti (una uscita creativa attraverso le vie e le piazze del paese)

 

Domenica 31  Piazza XXV Aprile

          - ore 9.30 

Apertura della Mostra/Mercato editoria indipendente, fanzine e stampa autoprodotta
          - ore 10.30  in Piazza

Incontro-dibattito sugli aspetti ed i percorsi di Creativa, l’uso dei linguaggi contemporanei, approcci e diffusione

 

         - ore 13.00
La tavolata poetica, a pranzo insieme. Un convivio di cibo ed arte

 

        - ore 15.00  in Piazza

Riprendono performance, letture poetiche ed esibizioni varie fino alla chiusura alle ore 19.00

Proseguono le mostre delle autoproduzioni, della Mail Art, gli incontri e gli scambi

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CREATIVA

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X INCONTRO PER L’AUTOPRODUZIONE ARTISTICA E CULTURALE

 

POESIA>MAIL ART>PERFORMANCE>MUSICA

LIBRI>FANZINE>ARTI DIGITALI>VIDEO

 

29.30.31 Maggio 2009

 

una immersione totale

nei linguaggi delle arti contemporanee

in compagnia degli artisti

per dar vita ad uno spazio 

di cui noi e loro siamo i creatori

 

a Rignano sull’Arno - Firenze - Italy

Contatti: francopiri@virgilio.it

 

Programma

Venerdì 29   Piazza dei Martiri                                                    

          - ore 19.00 

Allestimento della mostra di Arte Postale “Quale futuro?”

          - ore 20.00 

Cen’Arte. A cena con gli artisti fra musica, letture, performance e proiezione di video d’artista. in piazza presso la Casa del Popolo di Rignano


Sabato 30   Plesso scolastico                                                       

          - ore 10.35
Incontro tra gli artisti e gli studenti della Scuola Media “Giovanni Papini”

- ore 15.00 nel plesso scolastico
Incontro e presentazioni
Inizio delle performance, letture poetiche ed esibizioni varie

La mostra delle autoproduzioni; Riviste; Libretti; Libri d’artista Fanzine; Video; CD…

 

         - ore 20.00
Cena per gli artisti

- ore 21.00
La Promenade degli artisti (una uscita creativa attraverso le vie e le piazze del paese)

 

Domenica 31  Piazza XXV Aprile

          - ore 9.30 

Apertura della Mostra/Mercato editoria indipendente, fanzine e stampa autoprodotta
          - ore 10.30  in Piazza

Incontro-dibattito sugli aspetti ed i percorsi di Creativa, l’uso dei linguaggi contemporanei, approcci e diffusione

 

         - ore 13.00
La tavolata poetica, a pranzo insieme. Un convivio di cibo ed arte

 

        - ore 15.00  in Piazza

Riprendono performance, letture poetiche ed esibizioni varie fino alla chiusura alle ore 19.00

Proseguono le mostre delle autoproduzioni, della Mail Art, gli incontri e gli scambi

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Domenica 25

Alle 10.30 arrivo ed ecco Bruno Capatti, ci abbracciamo felici per essere di nuovo qui a esprimere i nostri pensieri a sperimentare le nostre idee sull’arte.

So che Ettore Tomas deve iniziare il suo lavoro di street art e Claudio non sa esattamente cosa dirgli, così appena lo vedo pronto con i suoi pennelli e colori, gli indico il brutto muretto all’ingresso di Creativa e lui comincia. Ma Claudio mi chiama e mi dice che c’è un problema da risolvere, a parte quelli soliti!! Quando io sono andato via Lucia gli ha chiesto che cosa era successo perché questo tal Petrini l’aveva affrontata per dirgli che l’incontro avrebbe dovuto mettere dei limiti. A noi!?! Che siamo l’associazione “Oltre i limiti”!!! Saluto i presenti, Eugenia Serafini è già partita ed ha lasciato i saluti ed un suo tagliente commento su l’affaire. E’ arrivata Antonella Porciatti ed il Gruppo Arte Poesia di Reggio Emilia con Claudio Bedocchi, Roberta, Giuseppe, Daniele… Patrizia con Grazia, la compagna di Tito, sistema il videoproiettore. Non vogliamo perder troppo tempo ed affrontiamo subito il dibattito. Claudio spiega a tutti l’accaduto. La reazione è immediata. Tutti sono d’accordo. Lui vuol dire la sua, bhè! Noi diciamo la nostra! Semplice! Lui è uno noi 60. Evviva l’arte! Quindi annunciamo i programmi e le novità per il prossimo anno ovvero il decimo incontro. Chiediamo le impressioni dei nuovi arrivati che sono molto interessanti ed entusiaste. Umiliacchi fa il punto della CreaZine: chi ha ancora dei materiali da dare o idee da pubblicare si faccia avanti! Alberto Vitacchio mi consegna due CD con le sue performance sonore. Proiettiamo il video di Andrzej Dudek-Durer, molto bello con una musica estremamente interessante. Sono ritornati Vitiello, Romeo e Daidone, non sanno niente dell’affaire, così gli spiego l’accaduto. Tutti e tre concordi, appoggio incondizionato. Proiettiamo il video di Gunther Ruch su un progetto di Mail Art svolto a Ginevra durante una settimana. Io prendo il momento per preparare alcuni miei libri da dare a quelli che stanno per partire. Valentina Calandrina mi chiede se ho qualcosa sulla poesia visiva per la sua tesi. Gli do il mio libro “Dalla poesia visiva analogica a quella digitale”. Intanto proseguono le proiezioni con brevi filmati di Tito Truglia. E’ l’ora di andare alla Tavolata Poetica. Svicolo via con Gianluca Umiliacchi tra i gruppetti che si muovono chiacchierando verso la mensa dove Aldo Cerasuolo ha impostato la sua azione. Un tavolo con sopra disposte una serie di riviste di quelle più improbabili a Creativa, Donna, Bella, Snellissima, ecc. Ad ognuno degli entranti fa scegliere una rivista, lui la sfoglia, decide una pagina, la strappa, la timbra con ALT! e la consegna. I cuochi ci attendono, sono gli stessi, ormai ci conoscono ed è una consuetudine creativa tanto che ci hanno apparecchiato con i fiori! Mi posiziono in un tavolo a parte che è più alto e ci posso entrare, da qui domino la scena. Dopo l’immancabile sugo di cinghiale su raviolotti (ma ci sono anche all’olio per i vegetariani) ed una insalatina con vitella, decidiamo io e Claudio di distribuire le 45 strofe della poesia epica scritta a quattro mani.

Inizia Claudio spiegando un po’ l’origine, quindi uno ad uno, chi con enfasi chi sul tavolo o seduto e sottovoce legge la propria strofa di questa strampalatissima e boccaccesca epica ma con grande ilarità di tutti. Ci stiamo alzando per uscire quando Aldo Cerasuolo ci chiede di concludere la sua azione leggendo a voce alta il titolo della pagina consegnata ed è un ALT! senza confini. Anna Boschi e suo marito Gianni ci salutano felici di aver trascorso tre giorni in questo clima. Anche Valentina Calandrina deve partire, il suo viaggio è molto lungo, parte contenta dell’esperienza. Raimondo Del Prete lo stesso. Mentre Francesco Mandrino avvicinatosi alla cucina declama ai cuochi, come ringraziamento, due sue poesie dedicate alle donne ed alle mense aziendali. Bisogna uscire. Dudek deve fare la sua performance all’interno della stanza dove tutto è pronto, ma non si trova. Io, Claudio e Giampaolo facciamo il punto per il pomeriggio. Solo Claudio è titubante per la piazza, ha paura della pioggia ma poi concorda con noi. Maurizio Vitiello, Maria Pia Daidone e Nando Romeo devono partire ci ringraziano e ci salutano con la promessa di comuni progetti futuri. Entriamo tutti nella stanza già oscurata, Dudek è pronto e fa partire il videoproiettore. La sua musica intensa e spaziale ci avvolge, lentamente stende un lungo foglio bianco sul pavimento, estrae un catalogo di opere di Durer, accende un lumino, si toglie le sue clamorose scarpe, pone tutto in fondo al foglio e si siede in meditazione mentre il video scorre alle sue spalle. Si rialza prende il catalogo e con gesti misurati ne strappa, una ad una, 8 pagine che ricompone sul pavimento attaccandole con del nastro adesivo. Riapre la sua borsa ed estrae delle ciotole d’acciaio che batte rumorosamente, poi un cellophan che allarga girando intorno al lumino: sembra un lungo velo da sposa fragoroso. Chiede aiuto a Christiane Daligand e a Carla Bertola che adesso fanno volteggiare il cellophan davanti alla proiezione con notevoli effetti cromatici. Dudek indossa dei guanti gialli e con la vernice scrive sopra al collage di immagini “copyright by A.D. 25.V.08”. Poi lo porta sul lumino e lo fa bruciare, lo tiene in mano fin che può, poi lo lascia cadere su una ciotola d’acciaio dove termina la combustione, la stanza si è riempita di un fumo acre. Saluta e ringrazia. Io fuggo fuori. Scoprirò in seguito che le ceneri, chiuse in un foglio di alluminio, le ha lasciate a me insieme al video ed al suo libro fotografico! Ettore Tomas, in ginocchio e con i pennelli in mano, ha quasi completato il suo lavoro in verde e bianco, adesso il muretto è vivo e sembra raccontarci una storia senza tempo! A questo punto derogando dal programma, a causa della richiesta pressante di Ana Milovanovic, dobbiamo andare a vedere la sua performance alla Pieve, non è lontana ma è dalla parte opposta della piazza!! Mentre attendiamo di metterci in cammino, confusi dalla notizia di un matrimonio in corso e in seguito risultata non vera, ecco arrivare Liliana e Giovanna Ugolini preoccupate di non vedere nessuno in piazza XXV Aprile. Spieghiamo la situazione e andiamo… fortuna che il sole è clemente! Ana, vestita e avvolta di celeste, è seduta immobile sul piedistallo della croce nella piazzetta antistante la Pieve. Il silenzio e la bellezza del luogo s’impone. Ci disponiamo intorno in attesa, ma lei non si scompone e prosegue la sua immobilità. I minuti passano. Il caldo comincia ad essere opprimente. Aurora, la custode della Pieve, vedendo l’assembramento apre le porte, gli artisti ne approfittano per una visita. Un movimento. Ana giunge le mani, invoca, si lascia scivolare, si inginocchia e poi cade si rovescia sul pavimento. “Madonna a Majolika (omaggio a Luca della Robbia)”. Fine. Ci chiede se può fare un’altra performance. Nooo, si è fatto troppo tardi. Via tutti verso la piazza. Nel frattempo Claudio e Giampaolo hanno portato e montato l’impianto sul palco nella vasca. Appena attraverso la strada mi viene incontro Gianni Broi felicissimo di essere ritornato. Liliana Ugolini invece mi dice, dandomi i due libri delle autrici, che Mariella Bettarini e Gabriella Maleti non potendo più aspettare sono dovute andare via. Rimpiango amaramente il ritardo. Intanto Dudek ha incontrato Ghenia, la signora polacca che viene ad aiutarmi, finalmente può parlare e conoscere più a fondo la realtà in cui si trova. L’Assessore Bencistà mi chiede come sta andando ma basta guardarsi intorno per vedere l’intensità della situazione.

E’ il momento di Bruno Capatti che ci fa spostare verso il marciapiede interno. Ha una sedia, una polaroid, un giornale, un gesso, con questo scrive sul pavimento “Prigionieri della storia”. Appoggia la sedia con lo schienale a terra e con il giornale aperto in mano si siede in quella scomoda posizione. Chiede ad alcune persone di scattare una polaroid, nella foto sembrerà come Moro seduto ed appoggiato ad una parete. Adolfina De Stefani ha disteso sul prato un grande foglio bianco, è il suo momento e ci spostiamo tutti intorno a lei vestita con una lunga tunica bianca. Dispone lungo la linea mediana 7 libri bianchi, il suo assistente Antonello Mantovani gli porge una ampolla con del liquido nero, lei apre il libro che ha le pagine scavate al centro, ci versa del liquido e poi con un martello bianco inchioda con alcuni chiodi bianchi il libro. Ripete l’operazione sette volte sgocciolando sempre più all’esterno del libro. Si alza, legge una frase di un autore ed incolla quella sul libro. Sono di autori molto provati e frasi intense. Sul palco è il momento della giovane poetessa Antonella Porciatti che legge tre sue poesie. Fulgor Silvi ci riporta nel prato dove seduto apre la sua valigia, tira fuori una radiolina, la sintonizza e la mette sull’erba, ripete l’operazione con altre 5 fino a creare solo confusione, estrae un cappuccio nero lo indossa, dopo un minuto si alza e tira fuori dei bigliettini di carta, gli lascia cadere su un piattino. Infine prende il piattino e viene fra il pubblico invitandolo a prendere un biglietto dove c’è scritto “Elogio dell’assenza”. Di nuovo verso il palco dove il “Laboratorio SuoniDanza” inizia la sua performance. Irene fa un cerchio di terra mentre Claudio diffonde le sue note stravolte e distorte, quando inizia il testo “Terra bruciata”, Irene porta sacchi di immondizia, gli svuota, sistema dei pannelli di immagini deliranti sui rifiuti. Poi seleziona e raccoglie l’immondizia. Prende un vaso ci mette un po’ di terra, ci pigia un seme scende dal palco e fa seminare ognuno di noi. Liliana Ugolini ci riporta sul prato. E’ comparsa coperta di veli colorati, mentre parole, frasi, incroci di racconti, brani di fiabe escono dagli altoparlanti, sembra una donna araba! Comincia a toglierne uno alla volta fino a rimanere con una maschera dorata, estrae dalla tasca dei fogli ritagliati, bambini stilizzati che fa volteggiare nell’aria. E’ il suo “Bellezza”. Bruno ci saluta, la famiglia e un bel viaggio lo attende. Si sta bene, il clima è buono, la piazza con gli alberi è bella, gli artisti rilassati e concentrati, se non fosse per le auto che transitano sarebbe un luogo ideale. Gianni Broi col suo seguito di valigia, borsa ed ombrello ha piazzato un bersaglio in terra e con una palla cerca di colpirlo ma sbaglia, sale sul palco apre la valigia, estrae dei giornali legge dei titoli sull’amicizia, sulla tolleranza ma nella sua situazione sono insulsi e gli straccia cacciandoli in un sacco, prosegue con oggetti, pupazzi di stoffa, animaletti di plastica, anche questi tutti nel sacco. Infine apre un foglio, è un cerchio con una colonna e due alberi stilizzati scende dal palco e lo fa firmare al pubblico “Se amico non è solo una parola”. Francesco Mandrino declama il suo “ALT!”. Carla Bertola legge una pagina dal suo libro “Uomini esemplari”. Segue Alberto Vitacchio con una declamazione su “un testo nel con-testo che non fa testo e non è un testo…”, quindi Carla invocando le pari opportunità per gli uomini lo richiama per fare una poesia sonora a due.

E’ il momento del Centro di Poesia Cultura e Arte di Reggio Emilia con “La Verità, vi prego, sull’amore”. E’ un recital di poesia, uno scambio alternato tra personaggi che costruiscono attraverso le poesie delle storie di donne, uomini legate a vari aspetti dell’amore, la voce di Roberta Bedogni entra in sintonia con quella di Claudio Bedocchi o in contrasto con quella di Giuseppe Ombrini il tutto sottolineato, marcato o diviso dalla chitarra di Daniele Cavedoni e dalla sua voce che canta con voce roca. Al termine parlo con Roberta Bedogni e Claudio Bedocchi a proposito del recital e dell’intemperanza di uno spettatore che protestava per la lunghezza e di ciò che si può fare nel campo della performance poetica, dei tempi, dei tagli, dei cambi e dell’accumulo di tensioni che può creare ad una persona seguire un incontro come questo di Creativa. Intanto Giovanna Ugolini ai piedi di un albero, vestita di nero con in capo una scatola, esegue “ Hommage a Raymond Roussel”, legge uno scritto e svuota un sacchetto rosso con stelle o foglie, poi apre la scatola sul capo srotolando un pieghevole lunghissimo, un collage di immagini di R. Roussel. Il gruppo degli Slan di Sandra si prepara a coinvolgere buona parte degli artisti e non nei loro “Spigoli di carta”. Questa interessante azione di poesia visiva lineare e concreta si dipana in un gioco di letture, movimenti, ruoli. A figure geometriche descritte i giovani dello Slan fanno corrispondere delle composizioni di corpi, con la lettura di un testo poetico ad esse congiunto. Ad esempio: trapezio, quadrangolo con due lati paralleli ma di diversa lunghezza, corrisponde la poesia “PROTOsilenzio. L’orologio è fermo. Sopra alla mensola la ballerina con una gamba consola la sua sconfitta” e la costruzione di un trapezio con l’aiuto di Daniel Daligand, Aldo Cerasuolo, Gianni Broi e Emanuele Gagliano. Gianni Donaudi legge, dal palco, la sua poesia contro. Parlo con Daligand che mi spiega perché non vuol

fare qui la sua “Lezione di Topolinologia”, secondo lui c’è poca intimità, troppo rumore e sono d’accordo, ma se vuole noi possiamo raccoglierci e creare un piccolo fuoco. Allora decide di eseguirla. Siamo tutti intorno e lui dispone dei fogli, del nastro adesivo e un paio di forbici sul bordo della vasca. Con i suoi modi gentili prepara un “anello di Moebius”, lo taglia al suo interno creando un grande anello e poi taglia un altro in tre strisce e quando ce lo mostra, alé è la forma di Topolino!!! Applauso. Ana Milovanovic ci fa vedere il risultato del laboratorio creativo fatto con i ragazzi della scuola media, è stupendo, un enorme burattino costruito con materiali di scarto. Il sole ha allungato le ombre, ci guardiamo stanchi e soddisfatti, il programma è terminato. Ognuno ripone le sue cose e saluta l’altro con strette di mano e promesse di proseguire il cammino iniziato, d’altra parte quest’anno sul manifesto c’era scritto “Il luogo dei destini incrociati”. Claudio sale sul palco e annuncia l’appuntamento del 2009 e con questo chiude la nona edizione di Creativa.

Franco Piri Focardi

*Si ringrazia per le fotografie: Gianni Cermasi, Alfonso Caccavale e Patrizia Focardi

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Sabato 24

Andiamo alla scuola, c’è Ettore Le Donne avvolto in un telo con falce e martello e la scritta “Scandalo!!!”. Mariano Bellarosa ha già posizionato la sua installazione sul muro, una fila di strani personaggi a grandezza naturale disegnati a pennarello che ci osservano partecipi di questa variegata compagine. C’è Silvia Franci, pronta al suo debutto. I Tunnal sempre sorridenti, ed in arrivo I Santini Del Prete. Claudio ha piazzato la grande macchina da scrivere che non funziona! E Gianluca mima la dattilografa. Sono le 11.30 dobbiamo salire in aula. La prof. Martelli sta accompagnando gli alunni. Introduco brevemente ciò che vedranno e sentiranno. Una classe è già preparata dalla prof. Mannucci. L’altra non sa niente. Bertola inizia una vera lezione su-le parole, sulla loro com-posizione e s-com-posizione leggendo due testi com-posti da parole che si com-penetrano. Alberto Vitacchio, legge prima una poesia di un condannato rinchiuso nel braccio della morte, dopo parla del gioco dei testi e delle parole. Conclude con una improvvisazione interpretando l’avviso della scuola sulle regole per l’utilizzo dei computer.

I ragazzi sono completamente presi e ridono di gusto. Facciamo provare a loro. Due gruppi, uno di tre ragazzi e l’altro di quattro ragazze, hanno appreso immediatamente e subito lo mettono in pratica. Diamo spazio agli altri artisti. Inizia Daniel Daligand con una lezione di topolinologia: è davvero incredibile con quanta leggerezza riesca ad intrattenere e spostare la nostra attenzione in un mondo immaginifico. Ana Milovanovic prova, in inglese, a spiegare i patterns e propone per il giorno dopo un laboratorio creativo. Tito Truglia legge una sua ghiottona poesia e… data l’ora!?! Poi propone un incrocio tra due poesie. Seguono I Santini Del Prete con Raimondo che fotografa gli alunni con cappellini rossi e blu mentre Franco parla dei treni. Un tripudio! Chiude Anna Boschi, con una poesia saluto ringraziamento sul tempo, sul valore del tempo, sull’importanza che il tempo ha nella nostra vita. Ringrazio gli alunni e mando a mensa gli artisti. La Prof è entusiasta e ci ringrazia per questa lezione di libertà espressiva e di umanità artistica. Mentre salgo in macchina vedo, finalmente, arrivare Dudek-Durer. Riconosco immediatamente la sua figura asciutta, i capelli lunghi e il barbone. In tre stentate parole lo saluto, mi dice del lungo viaggio. Alcune foto insieme, c’è anche Claudio che mi racconta dell’attesa notturna. Irene e Camilla lo hanno aspettato e portato alla Pieve. Via a casa!

Ritorno alle 15. Altri sono arrivati: Vittore Baroni e Gianluca Cupisti, gli Slan di Sandra insieme ai genitori di Sandra Mazzini che ormai sentono questo incontro come un luogo di amicizia e di affetti, Francesco Mandrino, Alfonso Caccavale, Monica Michelotti con Cobas e Marzia Dati. Elda Torres che finalmente è riuscita a partecipare. C’è anche Carlo Brisotto che però non riuscirò ad incontrare. Decidiamo di fare subito la presentazione. Breve discorso introduttivo, commenti sulla Cen’Arte e saluto ai presenti: uno per uno. Tito Truglia, primo nel programma, legge alcune poesie dal suo libro da poco pubblicato “Assalti Poetici”. Poesie dirette, fisiche che parlano dell’uomo in generale ma che lo sorprendono anche nel suo intimo rovello. Usciamo nel piazzale dove Anna Boschi sta per iniziare la sua performance “Se la guerra…fosse una colomba”. Anna recita indossando una lunga tunica nera le parole accorate e piene di emozione sul dolore, sulla distruzione, su la rovina che la guerra porta, ha in mano una colomba bianca simbolo dell’amore che dovrebbe portare sul mondo, lei si gira si avvicina e lascia nelle mie mani la colomba ed è allora che vedo quel rivolo di sangue che le solca il corpo. I banchetti disposti ai lati del piazzale mostrano già le autoproduzioni multicolori ben distese sui piani: libri, opuscoli, CD, video: ognuno ha messo ciò che fa e coglie l’occasione per mostrarlo agli altri. Intanto Paola Rivabene si prepara, si scusa per l’emozione e per il bisogno di sedersi, in coro gli diciamo di non preoccuparsi. Legge alcune intense poesie dal suo libro autoprodotto. Poi è la volta di Francesco Mandrino che fa il suo ingresso coperto da una pelle e battendo due pietre. Si guarda intorno curioso, interrogativo. Si toglie la pelle abbandona le pietre rimane col gonnellino da Tarzan e indossa soddisfatto una tunica bianca trovata sul palco, prende una pergamena l’apre, legge, strabilia. Trova un paio di pantaloni, gli indossa e afferra un libro che sfoglia e si avvicina a me mi mostra il paragrafo “Lorenzo il Magnifico”. Prosegue nell’evoluzione indossando un giacchino e leggendo un giornale, si mette le cuffie ma…ALT! di colpo, ripercorre i passaggi all’indietro scappando via con la pelle e battendo le pietre!! Intanto Monica Michelotti ha posizionato le sue sculture antropomorfe, grandi sagome di mani, piedi, teste in plexiglass da cui traspaiono segni, lettere. Il sonoro trasmette frasi e pensieri, mentre Monica mima i vari passaggi di una ipotetica “Rivoluzione dei libri”. La ribellione contro i nuovi media ed il piacere della lettura, seduta e sprofondata tra le pagine. Rientriamo nella stanza gli Slan di Sandra recitano alcuni brani di “Reparto 15” dialoghi fra malati di mente e assistenti. Quello che se ne riceve è l’incomunicabilità, una sorta di ipocrisia del mondo verso il malato, una volontà di avvicinamento più per prassi che per vera umanità. L’uomo è nudo e noi temiamo la nudità! Sembra che il video funzioni così decidiamo di proiettare il video di Nando Romeo “Non c’è pericolo” sulle morti bianche e prendendo spunto dal filmato, dall’immagine simbolo di un operaio malato ai polmoni, cerchiamo di capire insieme a Maurizio Vitiello quale importanza ha l’icona nel mondo contemporaneo. Usciamo nel piazzale dove Baroni e Gunther hanno preparato un tavolo con un foglio bianco, è “Blindrawing” ovvero disegno ad occhi chiusi. Seduti uno davanti all’altro iniziano a disegnare mentre suona il brano Let’s Network Together delle Forbici di Manitù. Dopo è un assalto da parte di tutti i presenti per indossare la

mascherina e provare a disegnare: è un bel coinvolgimento generale. Daniel Daligand si prepara per la sua performance “Uno è Trino”. Aiutato dalla moglie Christiane si porta, tutto coperto da un telo nero e con un paio di guanti topolinesi, al centro del piazzale dove tentando di scoprirsi mostra brevi bagliori di una maschera che poi sono tre, ne toglie una poi l’altra, rimane con una sola mostrando i tre cerchi sopra alla sua maglia. E’ il momento di presentare il libro di Alfio Petrini. Rientriamo tutti dentro. Patrizia mi prepara il computer, mi accosto all’autore ed inizio parlando del libro, poi come d’accordo gli leggo alcuni frasi del suo manifesto che per me sono fuoco vivo e gli chiedo di commentare. Comincia a parlare della sua attività passata, delle sue esperienze e di ciò che vorrebbe vedere, sentire, critica le azioni appena viste, alcune cose sono giuste altre discutibili, chiedo ai presenti se vogliono intervenire, qualcuno risponde a tono, altri pongono domande e lui conclude con un: “avete visto come sono riuscito a farvi agitare?!” Giorgio De Cesario ha allestito la mostra dei suoi quadri e delle sue sculture in un angolo del piazzale: in mezzo al verde appaiono le sue figurine allungate, distorte e disorientate e proprio qui si svolge la strana azione di Ana Milovanovic “San Sebastiano”, sull’erba lungo il balzo e accanto ad un albero, non so’ se è una simbiosi con la natura o una lotta con essa. Ecco dopo un lungo viaggio Adolfina De Stefani. Andiamo all’interno dove Eugenia Serafini ci propone “Piccole donne crescono” poesia collage di frasi vere prese dai giornali sulla donna e, dopo aver disposto sul pavimento immagini di uomini, viaggi e pubblicità, compie la lettura con un ritmo dinamico. Tutti fuori! Gianni Donaudi ricorda la figura di Teresio Zaninetti e declama una poesia che ha dedicato all’amico Teresio, poi ci legge la poesia in forma di mitra, una poesia cruda, un urlo contro il sistema e Petrini scatena la sua polemica, si dissocia, ci intima di dissociarci. Tutti ci guardiamo allibiti. Dissociarci da cosa? Da una poesia? Gianni cerca di spiegare in quali condizioni Teresio abbia scritto quella poesia. Ma Petrini se ne va all’interno. Quando entro lo trovo seduto. Mi ferma e mi chiede di dissociarmi… Da cosa? Dico io. Dalla violenza… Ma certo che sono, e siamo, contro la violenza! Ci impegniamo per la pace, per la giustizia, per la libertà. Siamo contro la guerra… e quella è una poesia con parole dure che certamente fa riflettere! Sì, ma tu come direttore artistico… lo guardo, direttore di che? Ma a Creativa non esiste! Noi siamo solo gli organizzatori. Ogni artista autogestisce il proprio spazio “Creativa” è l’incontro per l’autoproduzione artistica e culturale!! Intanto I Santini Del Prete vestiti da ferrovieri, si sono seduti in meditazione davanti ad una cornice ed hanno acceso un proiettore di luci colorate: Alfonso Caccavale vestito da vigile fischia ed intima di entrare (qualcuno crede addirittura ad una vera irruzione). Il vigile si unisce ai ferrovieri e con la cornice in mano si mettono a volteggiare in mezzo ai colori formando “Il trittico della non-arte”. Elda Torres, che ha esposto sulla porta il suo “elogio dell’inappartenenza” si siede e ci legge una sua poesia. Carla Bertola e Alberto Vitacchio hanno preparato la performance “P.O.Box 3877 Jackson, Georgia” sulla pena di morte dopo aver conosciuto, tramite uno scambio di corrispondenza, Roberts Butts un giovane rinchiuso nel braccio della morte; sono in piedi pronti nel piazzale e quando parte la registrazione con voci e suoni ognuno di loro muove ed agisce nello spazio elencando il dolore, la sensazione del vuoto, la paura di morire e l’altro le fredde pratiche che il rituale impone, un freddo rituale di morte, i suoni si susseguono si alterano anche il

tempo è dilatato. Carla trascina una lunga catena, Alberto lentamente gliela avvolge intorno, ormai è l’ora fatale “io non voglio morire!” Un applauso per sciogliere la tensione. Il Gruppo Tunnal (Gunther e Colette Ruch, Alexia e Marina) ci aspetta all’interno: sono in piedi ognuno col suo pacchetto di fogli che costituisce la partitura, nel silenzio recitano con ritmo preciso il nome di colori in varie lingue con varie tonalità è un minimalismo sonoro di grande intensità, le scansioni determinate a turno creano dei piccoli mutamenti di prospetto e un gioco di fogli colorati tenuti davanti al viso introduce nel ritmo sonoro un ritmo grafico, infine agitando delle bottiglie con all’interno dei sassi creano una cesura rumorosa. Intanto all’esterno Adolfina De Stefani attacca con il nastro un grande foglio alla parete ed uno sul pavimento e fa partire il brano “Feio” di Miles Davis. Indossa come se fossero spatole due dischi 33 giri di vinile e dal suo assistente Antonello Mantovani si fa versare del colore rosso sull’uno e del nero sull’altro quindi lo spalma sul foglio alla parete al ritmo della musica. Lentamente appaiono i lineamenti di un volto. L’opera resterà nell’archivio di Creativa.

Mentre gli artisti consumano la cena io ritorno a casa a riposarmi.

Alle 21,30 io e Patrizia arriviamo alla mostra di ALT! e facciamo accendere la luce. Mentre lei appende gli ultimi arrivi, ecco gli artisti pian piano animare la mostra. In mezzo alle opere che esprimono la libertà creativa degli artisti di tutto il mondo, una libertà di espressione davvero totale, noi ci sentiamo come delle anime aperte in contatto con ognuno di loro! Quando ci siamo tutti Patrizia tira

fuori i lumini e cercando di farne accendere uno a testa chiedo di gridare un ALT! a qualcosa. Quando la fila di 36 è completa. Patrizia e Irene compongono un ALT! luminoso e febbrile. Ripartiamo con la Promenade fino alla Piazza XXV Aprile, dove Gianluca Cupisti ci legge due poesie che salgono leggere fra le foglie degli alberi appena illuminate ed Ettore Le Donne con la sua bandiera con Falce e Martello si stende sul palco mimando la morte dell’ultimo comunista… ma subito dopo si rialza ed è la rinascita del nuovo comunista! Via verso la piazza del Comune, dove Silvia Franci ha già delimitato con lumini accesi il suo spazio scenico così Lucia Bencistà sale per spengere il faro. Silvia inizia, rimanendo in tunica bianca, il suo “Absentia”. E’ un crescendo di movimenti quasi di danza, col suono del bastone che fende l’aria e la ricerca di un senso che sfugge davanti ad uno specchio che non può riflettere l’anima. Prende la scena Leonello Rabatti recitando a memoria i suoi versi. Segue Donaudi che col suo tipico accento legge una anal-poesia. Mentre Leonello rilancia con una poesia d’amore. Tito Truglia interviene con una sua composizione sul Cavaliere. Carla Bertola con un suo brano recitato ed Eugenia Serafini con l’ode al vino. Riprende Tito Truglia con le centomila cose che si possono fare, e dopo cinque minuti che elenca, a qualcuno prende l’angoscia: “Non vorrà mica elencarcele tutte!!! Nel frattempo sono accaduti strani movimenti, Petrini vista la porta del Comune aperta si è introdotto fulmineo e tutti ci chiediamo che cosa starà dicendo all’assessore che è ancora all’interno. Quando infine escono Lucia è visibilmente contrariata. Ma noi dobbiamo andare via una buonanotte veloce a tutti salutando più fortemente chi domani non ci sarà.


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Venerdì 23 maggio 2008

I fili tenuti per un anno intero stanno per essere annodati. Le opere di Mail Art sono già imbustate pronte per essere esposte. Patrizia le ha preparate una per una, oltre 200 da 25 nazioni, sul tema ALT! Sviluppato in tutte le forme: ALT! gridati contro la violenza, la tortura e la guerra, ALT! come giochi di parole ed alt! piccoli piccoli ma fantasiosi e giocosi che dimostrano come sia più che vitale la rete dell’Arte Postale. Dietro ogni lavoro c’è una persona che racconta una storia, una cultura, un percorso artistico. Ogni opera dovrebbe essere osservata attentamente per capire quanta creatività ed intelligenza ci sia nella sua composizione! Io mi devo risparmiare in vista dei tre giorni intensi da vivere, anche se Claudio venuto a prendere i materiali, mi dice che gli artisti sono già in giro per il paese a guardare, a curiosare e la tentazione di incontrarli subito è tanta. Telefonate di conferma o di informazioni si susseguono ininterrotte. Claudio e Rosa hanno avuto un tamponamento ieri sera, lei ha il collare! Gli amici Luisa ed Alessandro, un incidente col motorino e sono fermi in casa!! Mah! La serata è bella e quando arrivo nella piazza Gianluca Umiliacchi mi viene incontro per aiutarmi a scendere, ormai è pratico. Immediatamente gli artisti presenti mi circondano con affetto sia le vecchie conoscenze che i nuovi che ancora non ho mai incontrato di persona. Ma le parole sono insufficienti, troppe sono le cose da dire ed un abbraccio un sorriso attraversa tutta la nostra struttura corporea con una intensità fantastica. La mostra è già tutta esposta, da alcuni anni la fase di montaggio è diventata un evento che gli artisti presenti fanno molto volentieri. Una parola con Anna Boschi, Carla Bertola e Alberto Vitacchio, con Piero Viti e Gianni Broi. Conosco dopo tanti anni Daniel Daligand e sua moglie Christiane. Eugenia Serafini mi consegna una busta di Maria Grazia Martina con una luna che appendiamo subito nella mostra. Incontro Alfio Petrini, ed iniziamo subito uno di quei discorsi che in un attimo vorrebbero contenere ogni esperienza della nostra vita. Arriva Lidia Pizzo con sua cugina Nella ed il suo amico: l’artista Gino Cilio. Sono tre anni da riempire! Mariano Bellarosa e la sua compagna Paola mi dicono di essere arrivati prestissimo senza trovare nessuno. Ci sono gli amici Elena, Paolo e Grazia. Fabio di Emergency. I giovani studenti curiosi delle opere in mostra. Ma è l’ora di salire nella sala dell’ARCI ed iniziare la Cen’Arte. Quando vedo tutti quei tavoli apparecchiati mi dico subito che dobbiamo aver sbagliato i conti! Invece alla fine sono addirittura insufficienti. 120 persone! Mancano ancora degli artisti. Al mio tavolo Giorgio De Cesario e sua moglie Cristina. L’arte, la mail art, la scuola, il nuovo, le possibilità future: i temi dei nostri discorsi. Lucia Bencistà, assessore alla cultura, porta il saluto dell’amministrazione agli artisti presenti. Claudio ed io salutiamo ed introduciamo l’incontro. Lui fa una serie di ringraziamenti fra i quali ci siamo io, la mia e la sua famiglia che infine sopportano tutti i nostri ghiribizzi! La cena si svolge tra arrivi, Vitiello, Romeo e Daidone, e poesie, Anna Boschi legge quelle di Maria Grazia Galatà perché impossibilitata a partecipare ma desiderosa di esserci; l’arrivo di Tito Truglia con la sua compagna Grazia, e la sorpresa! Mi era venuta la voglia di far mangiare la poesia, visto la difficoltà di farla leggere, e un po’ per gioco la proposi a Roberto Feroci, grande pasticciere di Rignano, e lui mi rilanciò immediatamente con un “Certo che si può fare!” Il giorno dopo mi aveva già fatto avere il bozzetto! Ed ora eccola lì portata da due persone, illuminata da due mini candeline, le uniche trovate!! E così ci siamo pappati tutta una poesia… distribuita poi in foglio come ricordo. Claudio si alza e fa il suo intervento poetico-politico, una dichiarazione di intenti, una memoria di ciò che facciamo e perché lo facciamo, la nostra voglia di pace, di fratellanza, di uguaglianza, la paura di un pensiero di destra che questi ideali vanifichi. Lo aiutano nell’intervento Carla Bertola ed Anna Boschi con sottolineature vocali declamate da Alberto Vitacchio. Convinco Piero Viti a fare la sua performance “ALT! Salite in BarcaArca”. Lo introduce Gianni Broi leggendo un testo. La performance è una delicata, profonda richiesta di svelare l’arte di farla riemergere dalle profondità in cui vogliono cacciarla, e Piero animato da una delicatezza senza tempo con i suoi foglietti ammucchiati ed i cappellini ritagliati ci porta con sé in un mondo fantastico di piccole emozioni. Infine scoperte le sue Barche Arche dipinte si rivolge a me e mi dona il suo lavoro. Io dico che quella è la BarcArca di Creativa che tutti accoglie e tutti trasporta nel viaggio dell’arte e come tale sarà esposta! Finalmente sono arrivati gli svizzeri del gruppo Tunnal che si erano persi, finendo fra i numerosi tunnel della Firenze Bologna e tutti eccitati dal fatto che ognuno avesse un nome. Le ore sono passate veloci. Si sta facendo tardi, le persone se ne vanno. Chiedo di far vedere i video, almeno quelli di Nando Romeo e di Emergency. Ma come al solito la tecnologia fa le bizze. C’è il sonoro e non l’immagine… Devo andare, il mio tempo è esaurito. Resta l’incognita di Dudek-Durer, dov’è? Come facciamo? Ha telefonato che con tutti i ritardi potrà prendere solo l’ultimo pulmann alle 1.30. Andiamo a letto. Buio. Drinn… Chi è? E’ Dudek arrivato a Firenze, per fortuna ha incontrato delle persone che lo stanno aiutando, lui parla male l’inglese io non lo parlo affatto, così comunichiamo attraverso loro: io parlo in italiano e loro cercano di spiegarlo a lui. La sola indicazione che posso dargli, una volta giunto a Rignano, è cercare la Pieve di S. Leolino dove sono alloggiati gli altri artisti. Quindi chiamo Claudio, mi risponde Irene, sono ancora in piazza a domandarsi che fare per Dudek così gli racconto la telefonata e gli dico che qualcuno deve andare ad aspettarlo e portarlo alla Pieve. Poi rimango sveglio, pensando, rimuginando, e ando ando cado nel sonno.


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CREATIVA

Ancora una volta, Rignano sull’Arno per tre giorni - il 23, 24, 25 maggio - si trasforma da tranquillo paese della provincia di Firenze a centro nevralgico di sperimentazione delle pulsioni creative più innovative della penisola, e non solo.

Oltre sessanta artisti ed operatori nel campo dell’arte, del teatro e della televisione, provenienti dall’Europa e da ogni parte d’Italia, si incontreranno a Rignano denominato quest’anno “Il luogo dei destini incrociati” per dare vita al nono appuntamento di “Creativa”. L’incontro per l’autoproduzione artistica e culturale che prosegue la sua attività grazie al sostegno del Comune di Rignano e all’impegno dell’associazione “Oltre i limiti”.

Franco Piri Focardi, Claudio Fusai e l’Assessore alla Cultura Lucia Bencistà, promotori ed organizzatori dell’evento, insieme a tanti giovani lavorano per assicurare una piacevole accoglienza e creare un clima di fervidi scambi. “Così, sintetizzano gli organizzatori, è facile vedere nuovi artisti, nuovi poeti aggirasi curiosi, incontrare gli artisti ormai presenti da varie edizioni, pare incredibile, ma solo dopo poche parole, gesti, saluti tutti si ritrovano immersi in questa grande atmosfera di energia sperimentale e comunicativa. Ed ogni anno che passa l’incontro si rinnova coltivando e trasmettendo le sue intense innovazioni.”

Le attività in programma si svolgono sia in alcune piazze del paese che in Via della Pieve, nel plesso scolastico, all’interno della sala giovani e nell’ampio piazzale fra le verdi colline valdarnesi.

Creativa inizierà venerdì 23 con la “Cen’Arte”, una cena con gli artisti, fra musica, perfomances e proiezioni-video e l’apertura della mostra di arte postale (mail-art) sul tema “ALT!” un progetto che richiama la partecipazione di artisti da ogni parte del mondo; sono arrivate attraverso la posta quasi duecento opere da mail-artisti di circa venti nazioni.

La mattina di sabato ci sarà l’incontro fra artisti, poeti ed allievi della scuola media di Rignano; nel pomeriggio si aprirà la mostra delle fanzine e delle autoproduzioni e si svolgeranno le perfomances; dopocena tutti i partecipanti a “Creativa” attraverseranno le vie e le piazze del paese coinvolgendo direttamente le persone in una singolare promenade.

Domenica alle 10.30 la discussione per fare il punto sull’incontro e sulla situazione artistica in Italia.

Alle 13.00 tutti insieme alla grande tavolata poetico-artistica e poi in Piazza XXV Aprile, inizierà un altro intensissimo pomeriggio d’arte con poesia ed azioni.

Saranno presenti all’incontro i seguenti artisti: Andrzej Dudek-Durer - Grazyna Borowik dalla Polonia; Gunther & Colette Ruch - Alexa Montani e Marina Salzmann dalla Svizzera; Daniel & Christiane Daligand dalla Francia; Ana Milovanovich dalla Serbia; Carla Bertola - Alberto Vitacchio - Vittore Baroni - Tito Truglia - Roberto Cascone - Fulgor C. Silvi - Anna Boschi - Monica Michelotti - Marzia Dati - Gianluca Umiliacchi - Mariano Bellarosa - Paola Rivabene Bellarosa - Tiziana Baracchi - Giancarlo Da Lio - I Santini Del Prete - Alfonso Caccavale - Ettore Tomas - Piero Viti - Gianni Broi - Liliana Ugolini - Giovanna Ugolini - Gabriella Maleti - Mariella Bettarini - Ettore Le Donne - Gianni Donaudi - Bruno De Domenico - Adolfina De Stefani - Eugenia Serafini - Elda Torres - Alfio Petrini - Claudio Bedocchi - Valentina Calandrina - Ivan Cozzi - Maurizio Vitiello - Maria Pia Daidone - Nando Romeo - Pino Cotarelli - Francesco Mandrino - Maria Grazia Galatà - Costantino Spatafora - Silvia Franci - Claudia Piccini - Lidia Pizzo - Edvino Ugolini - Carlo Brisotto - Claudio Fusai - Irene Fusai - Giampaolo Salvadori - Franco Piri Focardi - Claudia Lotti - Pif - Daniela Popovic - Cristian Pretolani - Claudia Bartolotti dall’Italia.

Un appuntamento da non mancare per apprezzare poesia, mail-art, performances, musica, libri, fanzine, arti digitali, video.

Scarica il Manifesto di Creativa 2008

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Cen’ Arte

 

 

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CREATIVA

 

 

IX INCONTRO PER L’AUTOPRODUZIONE ARTISTICA E CULTURALE

 

> POESIA > MAIL ART > PERFORMANCE > MUSICA >

 

> LIBRI > FANZINE > ARTI DIGITALI > VIDEO >

 

23.24.25 Maggio 2008

 

a Rignano sull’Arno

 

- Firenze - Italy -

 

tre giorni insieme
dove le esperienze dell’uno

diventano esperienze di tutti
in un tempo ed uno spazio
denso di stimoli

 

 

 

three days together
where one’s experience
becomes everybody’s experience
in a time and space full of artistic stimuli

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