Venerdì 23 maggio 2008

I fili tenuti per un anno intero stanno per essere annodati. Le opere di Mail Art sono già imbustate pronte per essere esposte. Patrizia le ha preparate una per una, oltre 200 da 25 nazioni, sul tema ALT! Sviluppato in tutte le forme: ALT! gridati contro la violenza, la tortura e la guerra, ALT! come giochi di parole ed alt! piccoli piccoli ma fantasiosi e giocosi che dimostrano come sia più che vitale la rete dell’Arte Postale. Dietro ogni lavoro c’è una persona che racconta una storia, una cultura, un percorso artistico. Ogni opera dovrebbe essere osservata attentamente per capire quanta creatività ed intelligenza ci sia nella sua composizione! Io mi devo risparmiare in vista dei tre giorni intensi da vivere, anche se Claudio venuto a prendere i materiali, mi dice che gli artisti sono già in giro per il paese a guardare, a curiosare e la tentazione di incontrarli subito è tanta. Telefonate di conferma o di informazioni si susseguono ininterrotte. Claudio e Rosa hanno avuto un tamponamento ieri sera, lei ha il collare! Gli amici Luisa ed Alessandro, un incidente col motorino e sono fermi in casa!! Mah! La serata è bella e quando arrivo nella piazza Gianluca Umiliacchi mi viene incontro per aiutarmi a scendere, ormai è pratico. Immediatamente gli artisti presenti mi circondano con affetto sia le vecchie conoscenze che i nuovi che ancora non ho mai incontrato di persona. Ma le parole sono insufficienti, troppe sono le cose da dire ed un abbraccio un sorriso attraversa tutta la nostra struttura corporea con una intensità fantastica. La mostra è già tutta esposta, da alcuni anni la fase di montaggio è diventata un evento che gli artisti presenti fanno molto volentieri. Una parola con Anna Boschi, Carla Bertola e Alberto Vitacchio, con Piero Viti e Gianni Broi. Conosco dopo tanti anni Daniel Daligand e sua moglie Christiane. Eugenia Serafini mi consegna una busta di Maria Grazia Martina con una luna che appendiamo subito nella mostra. Incontro Alfio Petrini, ed iniziamo subito uno di quei discorsi che in un attimo vorrebbero contenere ogni esperienza della nostra vita. Arriva Lidia Pizzo con sua cugina Nella ed il suo amico: l’artista Gino Cilio. Sono tre anni da riempire! Mariano Bellarosa e la sua compagna Paola mi dicono di essere arrivati prestissimo senza trovare nessuno. Ci sono gli amici Elena, Paolo e Grazia. Fabio di Emergency. I giovani studenti curiosi delle opere in mostra. Ma è l’ora di salire nella sala dell’ARCI ed iniziare la Cen’Arte. Quando vedo tutti quei tavoli apparecchiati mi dico subito che dobbiamo aver sbagliato i conti! Invece alla fine sono addirittura insufficienti. 120 persone! Mancano ancora degli artisti. Al mio tavolo Giorgio De Cesario e sua moglie Cristina. L’arte, la mail art, la scuola, il nuovo, le possibilità future: i temi dei nostri discorsi. Lucia Bencistà, assessore alla cultura, porta il saluto dell’amministrazione agli artisti presenti. Claudio ed io salutiamo ed introduciamo l’incontro. Lui fa una serie di ringraziamenti fra i quali ci siamo io, la mia e la sua famiglia che infine sopportano tutti i nostri ghiribizzi! La cena si svolge tra arrivi, Vitiello, Romeo e Daidone, e poesie, Anna Boschi legge quelle di Maria Grazia Galatà perché impossibilitata a partecipare ma desiderosa di esserci; l’arrivo di Tito Truglia con la sua compagna Grazia, e la sorpresa! Mi era venuta la voglia di far mangiare la poesia, visto la difficoltà di farla leggere, e un po’ per gioco la proposi a Roberto Feroci, grande pasticciere di Rignano, e lui mi rilanciò immediatamente con un “Certo che si può fare!” Il giorno dopo mi aveva già fatto avere il bozzetto! Ed ora eccola lì portata da due persone, illuminata da due mini candeline, le uniche trovate!! E così ci siamo pappati tutta una poesia… distribuita poi in foglio come ricordo. Claudio si alza e fa il suo intervento poetico-politico, una dichiarazione di intenti, una memoria di ciò che facciamo e perché lo facciamo, la nostra voglia di pace, di fratellanza, di uguaglianza, la paura di un pensiero di destra che questi ideali vanifichi. Lo aiutano nell’intervento Carla Bertola ed Anna Boschi con sottolineature vocali declamate da Alberto Vitacchio. Convinco Piero Viti a fare la sua performance “ALT! Salite in BarcaArca”. Lo introduce Gianni Broi leggendo un testo. La performance è una delicata, profonda richiesta di svelare l’arte di farla riemergere dalle profondità in cui vogliono cacciarla, e Piero animato da una delicatezza senza tempo con i suoi foglietti ammucchiati ed i cappellini ritagliati ci porta con sé in un mondo fantastico di piccole emozioni. Infine scoperte le sue Barche Arche dipinte si rivolge a me e mi dona il suo lavoro. Io dico che quella è la BarcArca di Creativa che tutti accoglie e tutti trasporta nel viaggio dell’arte e come tale sarà esposta! Finalmente sono arrivati gli svizzeri del gruppo Tunnal che si erano persi, finendo fra i numerosi tunnel della Firenze Bologna e tutti eccitati dal fatto che ognuno avesse un nome. Le ore sono passate veloci. Si sta facendo tardi, le persone se ne vanno. Chiedo di far vedere i video, almeno quelli di Nando Romeo e di Emergency. Ma come al solito la tecnologia fa le bizze. C’è il sonoro e non l’immagine… Devo andare, il mio tempo è esaurito. Resta l’incognita di Dudek-Durer, dov’è? Come facciamo? Ha telefonato che con tutti i ritardi potrà prendere solo l’ultimo pulmann alle 1.30. Andiamo a letto. Buio. Drinn… Chi è? E’ Dudek arrivato a Firenze, per fortuna ha incontrato delle persone che lo stanno aiutando, lui parla male l’inglese io non lo parlo affatto, così comunichiamo attraverso loro: io parlo in italiano e loro cercano di spiegarlo a lui. La sola indicazione che posso dargli, una volta giunto a Rignano, è cercare la Pieve di S. Leolino dove sono alloggiati gli altri artisti. Quindi chiamo Claudio, mi risponde Irene, sono ancora in piazza a domandarsi che fare per Dudek così gli racconto la telefonata e gli dico che qualcuno deve andare ad aspettarlo e portarlo alla Pieve. Poi rimango sveglio, pensando, rimuginando, e ando ando cado nel sonno.


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